Immunoglobuline per via endovenosa ed enterocolite necrotizzante nei neonati con malattia emolitica


È stato compiuto uno studio osservazionale retrospettivo che ha coperto un periodo di 16 anni con l’obiettivo di valutare se l'uso di alte dosi di immunoglobuline per via endovenosa nei neonati di poco prematuri o a termine e con grave ittero emolitico isoimmune causato da incompatibilità Rh e ABO fosse un fattore di rischio per l’enterocolite necrotizzante.

Un totale di 492 bambini nati vivi, alla 34ª settimana di gestazione o oltre e con grave ittero isoimmune emolitico causato da incompatibilità Rh ( n=91 ) e ABO ( n=401 ) trattati con fototerapia sono stati inclusi nello studio.

Le immunoglobuline per via endovenosa ( 500 mg/kg in 2-4 ore ) hanno trovato indicazione quando il livello totale di bilirubina sierica più 2 punti aveva raggiunto l'85% del valore cut-off per l'esecuzione della trasfusione di scambio.
Un totale di 167 bambini ( 34% ) ha ricevuto immunoglobuline per via endovenosa.

L’enterocolite necrotizzante è stata diagnosticata in 11 pazienti ( 2.2% ): 10 di loro ( 6% ) erano nel gruppo trattato con immunoglobuline per via endovenosa e 1 bambino ( 0.3% ) era nel gruppo non-trattato. In tutto 5 pazienti hanno richiesto un intervento chirurgico urgente, e 1 di loro è deceduto come risultato di una massiccia necrosi intestinale. Un altro paziente è morto 2 anni più tardi a causa della sindrome da intestino corto.

Nell’analisi multivariata, il parto cesareo ( odds ratio, OR=3.76 ), il test di Apgar a 5 minuti ( OR=0.50 ), e le immunoglobuline per via endovenosa ( OR=31.66 ) erano fattori indipendenti associati significativamente all’enterocolite necrotizzante.

In conclusione, l'uso di alte dosi di immunoglobuline per via endovenosa per grave ittero isoimmune emolitico in bambini di poco pretermine e a termine è stata associata ad una maggiore incidenza di enterocolite necrotizzante. ( Xagena2010 )

Figueras-Aloy J et al, Pediatrics 2010; 125: 139-144


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